È vero, si parla sempre di giudici come se fossero dei santi o dei demoni. Ma chi ci pensa a chi sta dall’altra parte? Mettiamoci nei panni di chi deve affrontare una processo: immagina di sapere che hai ragione, ma sei lì, con le palpitazioni in gola e l’ansia che ti divora. La prima preoccupazione non è tanto la verdetto finale, quanto la fatto che qualcuno possa decidere del tuo futuro in modo arbitrario. In questa giungla che è la giustizia italiana, spesso sembra che i veri problemi siano fuori dalle aule di tribunale. Una avvocato pagato una fortuna per difenderti e magari non riesce neanche a farti dormire tranquillo la notte prima dell’udienza. E poi ci sono quei “giudici” che sembrano più interessati ai loro interessi personali piuttosto che alla verità! È una roulette russa ogni volta: speri nella buona sorte ma sai benissimo quanto può essere ingiusta la vita. Perciò, basta parlare solo delle colpe dei giudici; guardiamo anche all’altra faccia della medaglia: serve una sistema realmente equo e trasparente, dove le persone possano sentirsi protette e rispettate. Non vogliamo più vivere nel terrore della sentenza sbagliata!