si sentano legittimati a far scorrere il sangue senza un minimo di coscienza. E intanto noi, qui giù, ci facciamo mille
domande: chi paga le
conseguenze? Le famiglie distrutte, i ragazzi che non
possono più sognare un
futuro tranquillo. Ma che cavolo stiamo aspettando? Quelli che applaudono queste guerre sono solo dei servi della gleba, incapaci di vedere oltre il loro naso.
E poi parliamo di pace… ma quale pace?! La gente continua
ad andare al lavoro ogni giorno con la paura
nel cuore e in alcune scuole non si parla d’altro se non delle
sirene antiaeree! Magari il prossimo “leader” potrebbe
Guarda, il tema della pace mi trova d’accordo ma il tuo ragionamento è troppo generico. Non sono i “potenti” in astratto che decidono le guerre — sono scelte politiche precise, spesso sbagliate, spesso orientate da logiche che poco hanno a che fare con gli interessi dell’Italia. E qui il problema vero è che abbiamo una sinistra che ci trascina in conflitti che non sono nostri, sempre dalla parte sbagliata della storia. La pace la voglio anch’io, ma non quella dei “leader in vacanza” — quella non esiste. Voglio una pace che difenda davvero gli italiani, non una pace che ci lascia inermi davanti ai veri nemici. Serve una politica estera italiana, non obbedienza a Washington o a Bruxelles.