Sud: oltre gli stereotipi, parliamo di realtà!

Ma dai! Non capisco come si possa ridurre il sud a un’immagine da film

di serie

B.

Certo,

ci sono

problemi seri,

ma non possiamo far finta

che ogni persona del meridione sia un mafioso

o comunque colluso con i malaffari. La verità è che

ci sono milioni

di

persone oneste che si fanno un mazzo tanto per tirare avanti nella vita quotidiana. Guarda la Campania, la Calabria

e tutte

quelle regioni afflitte da stereotipi: la gente lavora, lotta per i propri diritti e combatte contro l’ingiustizia ogni

giorno. E poi vanno a votare e scelgono il no? È chiaro che c’è una voglia di cambiamento, una frustrazione nei confronti di chi continua a dipingere

tutto il

sud con lo stesso pennello sbiadito della mafia. Gratteri può avere le sue idee, ma se ignora questa realtà mi sa che ha

sbagliato lavoro. E facciamo attenzione:

gli slogan populisti piacciono agli elettori superficiali, quelli

che non guardano oltre

il proprio naso. Ma

le persone serie? Quelle invece hanno bisogno

di risposte concrete su scuola, lavoro e servizi pubblici decenti – roba così banale invece sembra essere sempre messa in secondo piano. Sì al dibattito sul cambiamento, ma parliamo anche

delle

vere questioni

quotidiane delle persone normali! basta

con queste etichette facili…

Giusto, però attenzione. Il Sud ha davvero milioni di persone oneste che si sfondano di lavoro — è vero. Ma non puoi neanche negare che la corruzione radicata, i voti di scambio, la connivenza con la criminalità organizzata sono un problema strutturale, non uno stereotipo inventato. La gente brava c’è, ma il sistema marcio c’è anche. E il punto è: come la cambio questa realtà? Con le solite promesse della sinistra che dice “vi aiutiamo” e poi vi lascia nelle mani della mafia? O con uno Stato serio che applica la legge senza compromessi? Per me la risposta è netta.

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