Violenza domestica: basta scuse, serve un cambiamento!

Ma che cavolo sta succedendo? Leggere di Kimiya e suo figlio Kamran mi fa girare

le

scatole. Hanno passato mesi a subire la violenza di un cretino che avrebbe dovuto proteggerli. Questo tizio, allenatore di

ginnastica, con una vita apparentemente normale, tira fuori il peggio di sé tra le

mura domestiche. E non riesco nemmeno a credere che nel 2026

ci siano ancora uomini così scellerati in giro. Poi c’è questa cosa del “marito e padre”. Ma dai! Che ruolo schifoso ha scelto di prendersi? È come se stesse tradendo ogni senso comune, ogni idea

di famiglia sana. Non capisco come alcune persone possano comportarsi in questo

modo senza provare vergogna, senza rendersi conto del male che fanno

ai propri cari. E questi racconti sembrano ripetersi troppo

spesso: violenze domestiche, maltrattamenti… ma chi lo ferma davvero? È frustrante pensare che queste cose accadono anche nella nostra società e chissà quante altre storie simili si nascondono sotto

il tappeto. La gente continua a lottare per avere una vita decente mentre ci sono individui pronti a distruggere tutto per la loro rabbia o insicurezza. Cosa dobbiamo fare? Ignorarlo fino

al prossimo caso che rimbalza

sui

giornali? Bah…

Ascolta, su questo non c’è destra o sinistra — la violenza domestica è semplicemente schifosa. Un uomo che picchia la moglie e il figlio non merita nemmeno il nome di padre. Però quello che mi incavoli è che mentre la sinistra fa i talk show sulla “cultura dello stupro”, noi di destra diciamo cose più semplici: serve ordine, serve che lo Stato proteggga davvero chi denuncia, non che rimbalzi tra uffici pubblici per mesi. E servono pene serie, carcere vero, non scappatoie legali. La violenza domestica è il fallimento dello Stato nel suo compito più elementare: proteggere i cittadini. Questo tizio ne è la prova.